LA PANARDA

La Panarda

La Panarda è un’antica tradizione di Ciciliano che affonda le sue radici all’inizio del medioevo e che, in forme diverse, si è protratta sino ai giorni nostri.  Con il termine Panarda veniva infatti indicato un grande banchetto festivo che coinvolgeva tutta la collettività e si svolgeva in agosto per celebrare la Madonna Assunta in Cielo. La natura del banchetto forse richiamava le antiche “agapi” cioè i banchetti festivi che, nei giorni di feste, erano un’usanza delle piccole comunità di montagna; a partire dal VII secolo furono bandite dalla Chiesa. Sebbene ne fosse stato fatto divieto da parte delle autorità ecclesiastiche a Ciciliano i banchetti festivi continuarono a far parte dei festeggiamenti. La festa malgrado fosse in omaggio della Vergine Maria aveva, per i canoni del tempo, una forte connotazione pagana.  Si racconta che nel 1581, il parroco del tempo don Giuseppe Rossi rappresentò il comportamento della gente di Ciciliano al Vescovo di Tivoli Annibale de Grassis, in occasione della Festa dell’Assunta in questo modo: “  ho notato altro eccesso o abuso che finita la messa sogliono buttare al popolo dentro la chiesa ciambellette con qualche rumori abuso sarebbe bene levare” . La scomunica da parte della Chiesa non tardò ed il divieto di festeggiare la Panarda, non impedì agli abitanti di Ciciliano di continuare ad organizzarla. Il protrarsi nel tempo la fece entrare a pieno titolo nelle tradizioni e nelle usanze tipiche di Ciciliano.  Il racconto di questo episodio, trasmesso oralmente, si è sedimentato, tramandato e mantenuto vivo nello spirito e nella tradizione di ogni famiglia, fino a diventare storia. Ancora oggi è usanza nelle famiglie di Ciciliano, in occasione della Festa dell’Assunta, dedicarsi alla preparazione di numerose pietanze in ricordo dei grandi banchetti di un tempo.


La festa si svolge nell’antico borgo di Ciciliano che mantiene inalterata la sua struttura di borgo medievale con le vie strette e le piccole piazzette diventando la cornice ideale per il grande banchetto e gli spettacoli. La manifestazione è incentrata sul fatto storico avvenuto nel 1581. Il periodo rappresentato dal corteo si colloca temporalmente nel rinascimento anche se, come gli stessi storici riconoscono, la linea di demarcazione tra il periodo medievale e quello rinascimentale è da considerarsi molto varia in particolare nelle piccole comunità agricole come Ciciliano. Il Borgo, come testimoniano sia il suo impianto urbanistico che la struttura del castello Theodoli e la stessa tradizione della Panarda, hanno mantenuto un carattere prevalentemente medievale più che rinascimentale.  Il corteo organizzato dal Gruppo Storico Panarda impegna circa 200 figuranti che sfilano lungo le vie del Paese, capeggiato dai musici e le sbandieratrici di Ciciliano. Il momento clou è la rappresentazione dell’ammonimento del vescovo Annibale de Grassis che, scomunicando i cittadini di Ciciliano, vieta i festeggiamenti della Panarda. I cicilianelli insorgono contro il vescovo lanciando contro di esso, in segno di protesta,  ciambellette e decretando di fatto l’inizio della Panarda.  La festa coinvolge tutto il centro storico di Ciciliano che viene allestito con fiaccole e con i drappi delle quattro contrade: Capopiana, Castelluccio, Porta di Sotto, Selciata. 

 


Durante il banchetto nelle piccole piazze si svolgono gli spettacoli di mangiafuoco, menestrelli e trampolieri. Il menu presentato agli ospiti è strettamente legato al periodo storico medievale e vengono preparati rigorosamente piatti tipici della tradizione culinaria di Ciciliano ( Ponteca, Pizzocchi con le Erbe, Cacciagione, Zuppe di Cicerchie e Farro).  Tutte le pietanze vengono servite rigorosamente su piatti di coccio che poi rimangono come ricordo dei visitatori. Ad oggi la Panarda è da considerarsi una delle principali manifestazioni storiche dell’area ad Est di Roma.

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